Grazie, Graziella e Grazie al sto … Hot End!

Eccoci qua: gli up-date sono molti e il tempo è poco !

Cominciamo con una citazione famosa…

Ultimamente devo dire che mi rivedo molto nelle leggi di Murphy: in particolare questa stampante mi riporta a questi due corollari:

  • Ogni soluzione genera nuovi problemi.
  • Dietro ogni soluzione ci sará sempre una catena di problematiche conseguenze.

Come faccio a dargli torto?

Riprendiamo dall’ultima immagine

Sembrava che tutto procedesse per il verso giusto: il piatto era in piano; la stampante stampava decentemente il cubo di calibrazione e anche se non era perfettamente in tolleranza, non avevo mai ottenuto un risultato migliore di quello quindi ero già molto contento!

Mi sentivo abbastanza fiducioso a lanciare una stampa piuttosto consistente per proteggere (me 🙂 ) dall’accesso involontario al 220 V (ed evitare di morire male folgorato!) (link qui)

Carico il progetto su cura, altezza dello z 0.3, infil 0% e via ne abbiamo per 2.45H!

Il risultato lo potete ammirare qui in seguito

Stampa fallita!

Analizzando la  stampa fallita il fallimento sembrava dovuto a un problema di retraction: infatti ho interrotto la stampa quando il nozzle della stampante era già a mezzo centimetro di distanza rispetto alla stampa e continuava a stampare come se niente fosse ma stampava aria!

Penso: “sembra un problema di retraction come descritto qui

Verifico i punti uno per uno.

  • motore surriscaldato o con scarsa alimentazione? non mi sembra, ho regolato gli stepper a circa 1V come consigliato qui, il motore poi è fresco come una rosa.
  • è finito il filo? No, ne ho in abbondanza, ma controllo che il canale di alimentazione sia libero e senza attriti ed è ok!
  • il filamento viene consumato dall’ingranaggio del motore di alimentazione. Anche qua no il filo è segnato ma non scavato come mostrano le immagini.
  • l’hotend è otturato? Verifico, effettivamente quando ho interrotto la stampa ho provato a spingere giù il filo a mano nel hotend e ho dovuto spingere per diversi centimetri il filo nella gola prima di veder il filo nuovamente scendere dal nozzle.

Penso: “Magari non ho trovato il settaggio giusto per questo materiale, dando dei parametri sbagliati potrebbe essere possibile che mi crei questo problema. Provo a fare dei retraction test e vedere se riesco a trovare il parametro corretto.”

Retraction Test!

Scarico da Thingiverse questo test, imposto i parametri suggeriti e lancio in stampa il test.

 

 

Il risultato è un MEH!

L’errore si è ripetuto!

Penso: “L’errore di stampa si è ripetuto: sono sulla strada giusta, modifico un paio di settaggi e rilancio la stampa!”

non basta riproviamo!

Forse la cosa mi è sfuggita di mano…

Analisi dei risultati

Diamo un ordine al caos!

Le variazione cromatiche che potete vedere sono temperature di stampa differenti dello stesso materiale! Più il materiale è chiaro più la temperatura di estrusione è alta.
Come potete notare, a parte evidenti problemi di string, le stampe fatte ad alta temperatura sono le uniche complete.
L’unico problema scaturito a stampare a temperature più elevate è che occorre un raffreddamento congruo altrimenti la stampante con il calore dell’ugello si porta via i dettagli piccoli come le punte delle torri .

Stampo un Fan_duct questo nel mio caso visto che avevo una ventola radiale e rilancio la cover in stampa.

Il file era stato lanciato in stampa con velocità di retraction 80 lunghezza della retraction 4 e temperatura di stampa del primo layer 250° e gli altri 235°.

Bene ma non benissimo

Avevo guadagnato un pezzo di stampa in più ma cominciavano a diventare evidenti i problemi di raffreddamento visto che il materiale cominciava a collassare su se stesso.
Ma ormai la sfida era lanciata: stupidamente credevo che se avessi alzato nuovamente la temperatura di stampa sarei riuscito ad avere un pezzo “brutto”ma completo.

Modifico i settaggi e lancio nuovamente in stampa.

Parla con la gente!

Certe volte i problemi vanno lasciati “decantare” un giorno o due: quello che ti aveva  fatto perdere diverso tempo il giorno prima il giorno dopo riprendendolo in mano magari lo risolvi in un paio di minuti perché ti è venuta un’intuizione o semplicemente smetti di incaponirti su delle fesserie e cominci a capire qual è il vero problema.

Altre volte invece preferisco presentare il problema ad altre persone: molte volte un punto di vista diverso mi è fondamentale per farmi accendere una lampadina e valutare il problema sotto un’ altra luce.

Il giorno seguente ho deciso di portarmi dietro i pezzi stampati e mostrarli ai miei colleghi.

E giustamente mi hanno fatto notare una cosa. Riporto uno stralcio di conversazione:

S:”ah sembra un problema di nozzle intasato”

IO: “si lo credevo anche io ma sembra dovuto alla retraction. Aumentando la temperatura il problema si mitiga. Se stampo dei pezzi senza tante retraction li fa senza problemi”

S:”ma hai acceso la ventola per raffreddare l’hotend?”

IO:”certo per chi mi hai preso! nel dubbio è collegata sotto i 12 volt così è sempre accesa ed evito di bruciarmi le gole”

S:”le gole? ma che hotend hai?”

IO:”questo

S:”ah si questi hotend sono una merda! monta un V6 e vedrai andrà tutto bene!”

Un V6???


D: e il resto?

R: L’articolo originale era unico ma era più di duemila parole e ho deciso di dividerlo in due.

D:quando lo pubblichi?

R:(quasi) Subito! http://lastanzadelcasino.it/grazie-graziella-e-grazie-a-sto-hot-end-parte-2/

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